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Fin dai tempi di Ippocrate alcuni medici erano convinti
dell’esistenza di una relazione mente-corpo, ma
l’avvento della psicoanalisi portò al pieno sviluppo
questa idea e favorì l’emergere della Medicina
Psicosomatica come movimento organizzato.
L’importanza degli eventi di vita nei confronti della
salute ha sempre avuto un riconoscimento in medicina e
venne teorizzata per la prima volta in psicologia da
Breuer e Freud negli “Studi sull’isteria” (1892-95).
Se la maggiore parte dei primi esponenti della
Medicina Psicosomatica accentuavano il ruolo eziologico
dei conflitti emotivi inconsci, alcuni proposero che
fosse un disturbo nella capacità di esprimere le
emozioni a predisporre le persone alle malattie
psicosomatiche classiche.
Nei pazienti con disturbi somatoformi si manifesta una
difficoltà (alexithymia) nel distinguere le emozioni dalle
sensazioni fisiche e nel comunicarle verbalmente. Le caratteristiche cliniche
di questo disturbo sono:
• Difficoltà di identificare e
descrivere le emozioni
• Difficoltà di distinguere fra stati emotivi
soggettivi e le componenti somatiche dell'attivazione
emotiva
• Povertà dei processi immaginativi
• Stile cognitivo orientato verso la realtà esterna
• Conformismo sociale
Attualmente si ritiene che la predisposizione
psicologica alla malattia possa essere dovuta ad una
patologia pre-nevrotica, conseguenza di relazioni
oggettuali carenti nella prima infanzia.
La relazione madre-bambino può essere concettualizzata
come un sistema interattivo che organizza e regola il
comportamento e la fisiologia del bambino fin dalla
nascita.
I bambini, alla nascita possono differire in maniera
sorprendente per diverse caratteristiche (livelli di
attività, la soglia di reazione agli stimoli, durata
dell’attenzione ecc.) ma a seconda dell’incontro con le
caratteristiche di chi si prenderà cura del neonato,
tali specificità potranno risultare determinanti
rispetto ad una condizione di salute o di malattia.
Molti processi biologici del bambino sono relativamente
stabili e indipendenti dalle interazioni con la madre,
altri invece sono regolati in maniera specifica da
processi che avvengono nella relazione simbiotica con la
madre.
Quando le esperienze primarie di sintonizzazione sono
costantemente carenti, o i processi regolatori non
vengono sufficientemente interiorizzati, il bambino può
ammalarsi fisicamente o sviluppare un disturbo del
comportamento.
In alternativa il bambino può garantirsi un equilibrio
fisiologico (omeostasi) e un equilibrio mentale,
mantenendo una dipendenza di tipo simbiotico con
l’accudente primario. Nell’età adulta, tale dipendenza
potrà essere trasferita nella relazione con il coniuge o
con un'altra persona reale.
Qualora questa relazione vada perduta, si potrà avere
con grande probabilità uno stato di disregolazione che
potrà portare a malattia fisica o mentale.
La Medicina Psicosomatica consente di
spiegare e di mettere in luce eventuali situazioni di
disregolazione relazionale e/o affettiva che possono
essere alla base del disagio psichico e/o mentale,
garantendo, nel contempo, la possibilità di intervenire
per migliorare o risolvere tale condizione. |